
Il 35% dei nuovi siti web nasce con l’AI: come sta cambiando davvero Internet
Creare un sito web non è mai stato un processo unico e lineare. Per molti anni significava scegliere tra software complessi, affidarsi a un professionista o accontentarsi di soluzioni limitate. Poi sono arrivati i template, i CMS intuitivi e gli editor visuali che hanno reso la pubblicazione online molto più accessibile. Oggi, però, il settore sta vivendo una trasformazione ancora più profonda: l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella progettazione e realizzazione di nuovi siti internet.
Strumenti come Lovable, v0 di Vercel e altre piattaforme emergenti promettono di trasformare una semplice descrizione testuale in una pagina web pronta da pubblicare nel giro di pochi minuti. Non si tratta più soltanto di aiutare gli sviluppatori, ma di abbassare ulteriormente la soglia d’ingresso per aziende, freelance e piccoli imprenditori.
Secondo un recente studio internazionale, questa rivoluzione è già in corso e i numeri mostrano una crescita molto rapida.
Quanti nuovi siti web vengono creati con l’AI?
Uno studio intitolato “The Impact of AI Generated Text on the Internet”, realizzato da ricercatori di Stanford, Imperial College London e Internet Archive, ha rilevato che circa il 35% dei nuovi siti web analizzati a metà 2025 risulta generato o fortemente assistito da sistemi di AI generativa.
Il dato è ancora più significativo se confrontato con il passato recente: prima del lancio di ChatGPT, alla fine del 2022, quella percentuale era pari a zero nel campione osservato.
Questo significa che nel giro di poco più di due anni il web ha iniziato a cambiare pelle. Non tanto per il numero assoluto, quanto per la velocità con cui nuove tecnologie stanno entrando nei processi creativi e produttivi.
Come è stato condotto lo studio?
Per ottenere questi risultati, i ricercatori hanno collaborato con Internet Archive, l’organizzazione che gestisce la celebre Wayback Machine, uno dei più grandi archivi storici del web.
Il metodo utilizzato è stato articolato ma molto concreto:
- sono stati analizzati campioni mensili di siti tra agosto 2022 e maggio 2025;
- per ogni dominio è stata cercata la versione archiviata più antica disponibile;
- il codice HTML è stato scaricato e convertito in testo;
- il contenuto è stato esaminato con diversi strumenti di rilevazione AI;
- il sistema considerato più efficace nei test è stato Pangram v3.
In questo modo è stato possibile osservare l’evoluzione della presenza di testi creati o modificati con strumenti di intelligenza artificiale all’interno dei nuovi siti pubblicati online.
Perché sempre più persone usano l’AI per creare siti web?
Il motivo principale è semplice: risparmio di tempo e riduzione dei costi.
Un tempo creare un sito richiedeva competenze in grafica, codice, hosting, struttura delle pagine e contenuti. Oggi molti strumenti permettono di inserire poche indicazioni, come il nome dell’attività o il tipo di servizio offerto, e ottenere automaticamente:
- layout grafico;
- testi iniziali;
- struttura delle pagine;
- call to action;
- palette colori;
- sezioni ottimizzate per mobile.
Per un piccolo negozio, un libero professionista o una startup, questo significa poter essere online in tempi molto rapidi e con un investimento più contenuto.
La democratizzazione del web passa anche da qui: pubblicare online sta diventando sempre più semplice.
L’AI migliora davvero la qualità dei siti internet?
La risposta non è univoca. Secondo lo studio, la crescita dei contenuti generati dall’AI coincide con una riduzione della diversità semantica e con un aumento generale del sentiment positivo.
Tradotto in termini semplici: molti testi online iniziano ad assomigliarsi di più. Usano formule simili, toni rassicuranti, linguaggio prevedibile e strutture ripetitive.
Questo non significa automaticamente bassa qualità. In molti casi i testi generati sono chiari, ordinati e funzionali. Tuttavia, quando troppi contenuti seguono gli stessi schemi, il rischio è perdere originalità, punti di vista differenti e identità editoriale.
Per un utente che cerca informazioni approfondite, esperienze reali o competenza specifica, la differenza si nota.
Il lavoro dei web designer è davvero a rischio?
È una delle domande più frequenti, ma la realtà appare più sfumata.
L’AI per creare siti web non elimina automaticamente il ruolo dei professionisti. Piuttosto, modifica il tipo di valore richiesto dal mercato.
Un sito semplice, vetrina o informativo, oggi può nascere rapidamente con strumenti automatici. Ma progetti più complessi continuano ad avere bisogno di:
- strategia digitale;
- esperienza utente;
- branding;
- architettura dei contenuti;
- e-commerce avanzato;
- manutenzione tecnica;
- sicurezza;
- performance SEO professionale.
In altre parole, l’automazione sostituisce alcune attività ripetitive, ma aumenta l’importanza delle competenze ad alto valore aggiunto.
Molti designer e sviluppatori stanno già integrando l’AI nel proprio flusso di lavoro per accelerare bozze, prototipi e fasi preliminari.
Quanto vale il mercato dei siti web creati con AI?
I numeri economici confermano che non si tratta di una moda passeggera.
Secondo le stime di Wise Guy Reports, il mercato globale degli strumenti per la creazione di siti web con AI valeva circa 3,1 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe arrivare a 25 miliardi di dollari entro il 2035.
Si tratta di una crescita molto rilevante che riflette diversi fattori:
- aumento delle piccole imprese digitali;
- richiesta di presenza online immediata;
- crescita del commercio elettronico;
- miglioramento costante dei modelli AI;
- riduzione dei costi tecnologici.
La direzione appare chiara: il web del futuro sarà sempre più assistito da strumenti intelligenti.
Conviene usare l’AI per creare un sito aziendale?
Dipende dagli obiettivi.
Per chi vuole lanciare rapidamente una presenza online essenziale, l’AI può essere una soluzione pratica e conveniente. È utile soprattutto per:
- landing page;
- siti vetrina;
- pagine promozionali;
- test di nuove idee;
- prototipi rapidi.
Se invece il progetto punta a distinguersi in un mercato competitivo, costruire autorevolezza e generare conversioni costanti, spesso serve un lavoro più personalizzato.
Un sito efficace non è solo “bello da vedere”: deve comunicare fiducia, risolvere problemi reali e accompagnare il visitatore verso un’azione precisa.
Come cambierà Internet nei prossimi anni?
La crescita dei siti generati con AI lascia intravedere uno scenario in cui pubblicare sarà ancora più facile, veloce e accessibile. Questo potrebbe aumentare il numero complessivo di pagine online, ma anche rendere più importante saper emergere.
Paradossalmente, più contenuti automatici verranno pubblicati, più valore avranno elementi come:
- autenticità;
- esperienza reale;
- competenza riconoscibile;
- tono umano;
- brand identity;
- contenuti originali.
Per questo motivo, l’intelligenza artificiale sembra destinata a diventare uno strumento centrale, ma non sufficiente da sola. Chi saprà combinarla con creatività, strategia e qualità editoriale avrà probabilmente il vantaggio maggiore.
Il web non sta finendo: sta entrando in una nuova fase. E questa volta, a progettare le pagine insieme agli esseri umani, ci sarà anche l’AI.