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Assicurazioni, Aiped accusa: l’intelligenza artificiale nella gestione dei sinistri può mettere a rischio sicurezza e qualità delle riparazioni

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🚗 L'Aiped denuncia ad Antitrust e Ivass i rischi dell'intelligenza artificiale nella gestione dei sinistri assicurativi. Cosa potrebbe cambiare per automobilisti, periti e sicurezza delle riparazioni? ⚠️

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Perché Aiped ha presentato un dossier ad Antitrust e Ivass?

Il dibattito sull’impiego dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo si arricchisce di un nuovo capitolo destinato a far discutere. L’Aiped (Associazione Italiana Periti Estimatori Danni) ha infatti trasmesso un articolato dossier all’Antitrust e all’Ivass, nell’ambito della consultazione pubblica promossa congiuntamente dalle due Autorità sul funzionamento del mercato assicurativo italiano.

Al centro della segnalazione non vi è soltanto l’evoluzione tecnologica del comparto, ma soprattutto il profondo cambiamento organizzativo che, secondo l’associazione, starebbe modificando il modo in cui vengono gestiti migliaia di sinistri assicurativi, con possibili ripercussioni sulla qualità delle valutazioni tecniche, sulla concorrenza e perfino sulla sicurezza dei veicoli riparati.

Secondo Aiped, alcune tra le principali compagnie assicurative avrebbero progressivamente sostituito il tradizionale ricorso ai periti indipendenti con un modello di gestione definito “industriale”, affidando grandi volumi di pratiche a partner commerciali e network peritali organizzati per operare attraverso procedure fortemente standardizzate. Un’impostazione che, nelle intenzioni delle imprese, consentirebbe una maggiore efficienza e una riduzione dei tempi di liquidazione, ma che, secondo i periti estimatori, rischierebbe di comprimere l’accuratezza delle verifiche tecniche in favore di una logica prevalentemente orientata al contenimento dei costi.

Come cambia la gestione dei sinistri con algoritmi e sistemi automatizzati?

Nel documento inviato alle Autorità, Aiped descrive un modello operativo sempre più basato su software proprietari, piattaforme digitali e strumenti di intelligenza artificiale utilizzati per automatizzare la stima economica dei danni. L’obiettivo dichiarato di tali sistemi è gestire un numero molto elevato di pratiche in tempi ridotti, uniformando le procedure e rendendo più rapida la fase di liquidazione.

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L’Aiped chiede maggiore trasparenza sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella valutazione dei sinistri assicurativi.

L’associazione, tuttavia, evidenzia come questi strumenti non sarebbero fondati su standard tecnici pubblicamente verificabili né su metodologie condivise dall’intero settore della riparazione automobilistica. Di conseguenza, la valutazione economica del danno rischierebbe di essere effettuata senza un adeguato accertamento diretto del veicolo, senza verificare la reale dinamica dell’incidente e senza ricostruire con precisione il nesso causale tra il sinistro denunciato e i danni effettivamente riscontrati. Si tratta di aspetti che, nella tradizionale attività peritale, rappresentano passaggi essenziali per garantire una stima affidabile e tecnicamente fondata.

Perché Aiped parla di “mercificazione del danno”?

Il presidente dell’associazione, Luigi Mercurio, utilizza parole particolarmente dure per descrivere l’evoluzione del mercato. Secondo la sua analisi, il rischio è che il sinistro non venga più considerato un evento da valutare con rigore tecnico, esperienza professionale e competenze specialistiche, ma diventi semplicemente un processo produttivo da chiudere nel minor tempo possibile e con il minor costo economico.

La definizione di “mercificazione del danno” sintetizza proprio questa preoccupazione. In un sistema dominato da grandi operatori organizzati per gestire migliaia di pratiche contemporaneamente, la priorità potrebbe progressivamente spostarsi dalla qualità dell’accertamento tecnico all’efficienza industriale del processo. Una trasformazione che, secondo Aiped, ridurrebbe il ruolo del perito indipendente e concentrerebbe il mercato nelle mani di poche grandi strutture, con possibili effetti anche sul piano della concorrenza e dell’autonomia professionale.

Quali conseguenze potrebbero avere stime automatiche e riduzione dei costi?

L’aspetto che preoccupa maggiormente Aiped riguarda le possibili conseguenze pratiche di una quantificazione automatizzata dei danni quando questa viene utilizzata come principale riferimento per autorizzare gli interventi di riparazione. Se un algoritmo, oppure un sistema standardizzato, dovesse ridurre in maniera automatica i tempi di manodopera riconosciuti o comprimere il valore economico dei ricambi necessari, il rischio sarebbe quello di mettere officine e carrozzieri nelle condizioni di non poter eseguire riparazioni pienamente conformi alle specifiche del costruttore.

Secondo l’associazione, il problema diventa particolarmente delicato quando sono coinvolti componenti strutturali, dispositivi di sicurezza passiva o sofisticati sistemi elettronici come gli ADAS, ormai presenti sulla maggior parte delle automobili di ultima generazione. In questi casi, una valutazione economica troppo restrittiva potrebbe incidere indirettamente sulla qualità dell’intervento tecnico, con possibili ripercussioni sulla sicurezza del veicolo una volta rimesso in circolazione.

Aiped sottolinea quindi che la ricerca della massima efficienza economica non dovrebbe mai prevalere sulla corretta ricostruzione del danno e sulla piena tutela dell’automobilista, ricordando come la funzione della perizia non sia esclusivamente quella di attribuire un valore monetario al sinistro, ma anche quella di garantire che la riparazione avvenga secondo criteri tecnici adeguati.

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Il confronto tra innovazione tecnologica e qualità delle perizie è destinato a influenzare il futuro del mercato assicurativo italiano.

Quale ruolo avranno Antitrust e Ivass nella vicenda?

La consultazione pubblica promossa da Antitrust e Ivass rappresenta uno dei momenti più significativi degli ultimi anni per valutare l’evoluzione del mercato assicurativo italiano. Il dossier presentato da Aiped si inserisce proprio in questo percorso istituzionale e punta ad attirare l’attenzione delle Autorità su un fenomeno che, secondo l’associazione, potrebbe modificare profondamente gli equilibri del settore.

L’obiettivo delle osservazioni trasmesse non è quello di contestare l’innovazione tecnologica in sé, ma di chiedere che l’utilizzo di algoritmi, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale avvenga all’interno di un quadro regolatorio caratterizzato da trasparenza, standard tecnici condivisi, controlli verificabili e adeguate garanzie per assicurati, professionisti e operatori della riparazione.

Il confronto che si apre riguarda quindi una questione destinata ad assumere un peso crescente nei prossimi anni: trovare un equilibrio tra innovazione, efficienza organizzativa e tutela della qualità tecnica. Perché se da un lato la digitalizzazione promette procedure più rapide e costi inferiori, dall’altro il settore dovrà dimostrare che la velocità e il contenimento delle spese non compromettano l’affidabilità delle valutazioni, la correttezza delle liquidazioni e, soprattutto, la sicurezza dei cittadini.