
Bolelli e Vavassori nella storia: trionfo agli Internazionali di Roma dopo 66 anni, il doppio italiano torna sul tetto del Foro Italico
Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno scritto una pagina destinata a restare nella memoria del tennis italiano. La coppia azzurra, testa di serie numero sette del tabellone, ha conquistato il titolo nel doppio agli Internazionali d’Italia di Roma, superando dopo una sfida intensa e ricca di colpi di scena lo spagnolo Marcel Granollers e l’argentino Horacio Zeballos, secondi favoriti del torneo.
Una finale lunga, equilibrata e combattuta fino all’ultimo punto, chiusa con il punteggio di 7-6, 6-7, 10-3 al super tie-break. Un successo che ha acceso l’entusiasmo del pubblico del Foro Italico, trasformando Roma in un’autentica festa per il tennis italiano.
La vittoria di Bolelli Vavassori assume un valore ancora più significativo perché interrompe un’attesa durata ben 66 anni: il trofeo del doppio maschile agli Internazionali torna infatti in mani italiane dopo il successo storico della coppia formata da Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola.
Perché il successo di Bolelli e Vavassori è così importante per il tennis italiano?
Non si tratta semplicemente di una vittoria in un torneo prestigioso. Questo trionfo rappresenta qualcosa di più profondo per il movimento azzurro.
Negli ultimi anni l’Italia ha vissuto una crescita costante nel tennis internazionale, con risultati che hanno progressivamente aumentato l’interesse del pubblico. Se per lungo tempo i riflettori si sono concentrati soprattutto sul singolare, oggi anche il doppio italiano sta conquistando uno spazio sempre più importante.
Per Bolelli e Vavassori si tratta del secondo titolo in carriera in un Masters 1000, dopo il successo ottenuto a Miami. Vincere però a Roma ha un peso differente: giocare davanti al proprio pubblico, nella cornice più prestigiosa del tennis italiano, rende questo traguardo ancora più speciale.
L’ultimo italiano ad alzare il trofeo nel doppio a Roma era stato Omar Camporese nel 1991, in coppia con Goran Ivanisevic. Da allora sono passati molti anni e diverse generazioni di giocatori.
Ora questa vittoria certifica una crescita evidente e rafforza ulteriormente il momento positivo che il movimento azzurro sta attraversando.
Come si è sviluppata la finale degli Internazionali di Roma?
La partita è stata caratterizzata da continui cambi di equilibrio e da una tensione rimasta altissima dall’inizio alla fine.
Nel primo set gli italiani hanno vissuto una fase iniziale complessa. La coppia formata dallo spagnolo Granollers e dall’argentino Zeballos ha iniziato con grande intensità, riuscendo a ottenere un break nel terzo game e mettendo immediatamente pressione agli azzurri.
Bolelli e Vavassori, però, hanno mostrato carattere e capacità di reazione. Hanno annullato diverse palle break e sono riusciti a rientrare progressivamente nel set fino al 5-5, cancellando anche un delicatissimo set point.
Il parziale è così arrivato al tie-break, diventato uno dei momenti più spettacolari dell’intera finale. Gli italiani hanno resistito a tre set point avversari prima di chiudere 10-8 con uno scambio a rete che ha fatto esplodere il Centrale.
Anche nel secondo set l’equilibrio è rimasto assoluto. Le due coppie hanno continuato a rispondere colpo su colpo, senza concedere margini.
Nel dodicesimo gioco Bolelli e Vavassori hanno nuovamente annullato situazioni complicate, ma questa volta il tie-break ha premiato Granollers e Zeballos, capaci di imporsi per 7-3 e portare la sfida al super tie-break decisivo.
Cosa è cambiato nel super tie-break finale?
Nel momento più delicato della partita è emersa la miglior versione della coppia italiana.
Bolelli e Vavassori hanno iniziato con un atteggiamento aggressivo, aumentando il livello del servizio e delle risposte. L’intensità è salita ulteriormente, mentre gli errori sono diminuiti sensibilmente.
Punto dopo punto gli azzurri hanno preso il controllo dell’incontro fino a dominare completamente il parziale conclusivo.
Il punteggio di 10-3 racconta una superiorità netta nell’ultima fase della gara, ma non descrive completamente l’enorme lavoro mentale costruito durante tutto l’incontro.
Dopo oltre due ore di tensione, il colpo finale ha sancito una vittoria dal valore storico.
Quali emozioni hanno raccontato Bolelli e Vavassori dopo il trionfo?
Le dichiarazioni successive alla partita hanno mostrato tutta la componente emotiva di una vittoria inseguita a lungo.
Simone Bolelli, visibilmente emozionato davanti al pubblico romano, ha sottolineato quanto questo risultato fosse desiderato da tempo. Ha parlato di un percorso costruito con grande lavoro quotidiano e del sostegno continuo ricevuto dai tifosi durante l’intera settimana.
Il tennista azzurro ha inoltre evidenziato l’importanza del rapporto sportivo con Andrea Vavassori, definendolo un compagno fondamentale all’interno del progetto.
Anche Andrea Vavassori ha condiviso parole cariche di emozione, soffermandosi sul valore del cammino fatto insieme e sull’orgoglio di rappresentare un movimento tennistico in piena crescita.
Entrambi hanno voluto riconoscere il valore degli avversari, sottolineando il rispetto reciproco e l’alto livello espresso durante il torneo.
Il tennis italiano sta vivendo il suo momento migliore?
Osservando i risultati degli ultimi anni, la sensazione è che il movimento italiano stia attraversando una fase di sviluppo particolarmente importante.
I successi nelle competizioni internazionali, la presenza di giocatori italiani ai vertici del ranking mondiale e l’entusiasmo crescente del pubblico hanno trasformato il panorama nazionale.
La vittoria di Bolelli e Vavassori rappresenta un ulteriore tassello di questa crescita.
Il tennis italiano oggi non è più soltanto una realtà emergente, ma una presenza stabile ai massimi livelli del circuito mondiale. E il pubblico del Foro Italico lo ha dimostrato ancora una volta: tribune piene, entusiasmo costante e una partecipazione emotiva che ha accompagnato gli azzurri dall’inizio del torneo fino all’ultimo punto.
Roma ha celebrato due protagonisti che hanno saputo unire esperienza, qualità tecnica e spirito di squadra. Un successo che va oltre un semplice trofeo e che potrebbe diventare uno dei simboli di questa nuova era del tennis azzurro.