
Carburanti, il diesel supera quota 2,10 euro al litro: cresce la protesta del Codacons contro l’app Osservaprezzi
L’aumento dei prezzi dei carburanti continua a pesare sui bilanci delle famiglie italiane e riporta al centro del dibattito il tema del costo della mobilità. Nella giornata del 21 luglio, il gasolio ha superato la soglia psicologica dei 2,10 euro al litro, un livello che non rappresenta soltanto un dato statistico ma un ulteriore aggravio economico per milioni di automobilisti, trasportatori e imprese.
Parallelamente all’impennata dei listini, si accende anche la polemica sulla nuova applicazione Osservaprezzi Carburanti, sviluppata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), finita nel mirino del Codacons, che ne chiede la sospensione temporanea e ha presentato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per presunte criticità informative.
Perché il prezzo del gasolio continua a salire?
L’incremento dei prezzi trova origine nella combinazione di più fattori che stanno incidendo contemporaneamente sul mercato energetico. Da una parte pesa il ritorno delle quotazioni internazionali del Brent, ormai nuovamente vicino alla soglia dei 90 dollari al barile, dall’altra continuano a riflettersi gli effetti della fine delle misure straordinarie adottate dal Governo nei mesi precedenti. La scadenza del taglio delle accise, avvenuta il 3 luglio, ha infatti determinato un’accelerazione immediata dei listini alla pompa.
Rispetto ai valori registrati all’inizio del mese, il gasolio è aumentato mediamente di 22,5 centesimi al litro, mentre la benzina verde ha segnato un incremento di circa 13,9 centesimi. L’effetto sulle spese quotidiane degli automobilisti è tutt’altro che marginale: secondo le elaborazioni del Codacons, un pieno di diesel costa oggi oltre 11 euro in più rispetto ai primi giorni di luglio, mentre per la benzina il rincaro supera mediamente i 7 euro per rifornimento. Si tratta di aumenti che incidono in maniera significativa soprattutto per chi utilizza l’automobile quotidianamente per motivi di lavoro o vive in aree con scarsa copertura del trasporto pubblico.
Quali sono oggi i prezzi medi dei carburanti in Italia?
Le rilevazioni diffuse il 21 luglio confermano un quadro di generale crescita dei listini. Sulla rete ordinaria nazionale il prezzo medio in modalità self service raggiunge 1,942 euro al litro per la benzina e 2,107 euro al litro per il gasolio, mentre il GPL si attesta a 0,745 euro al litro e il metano a 1,576 euro al chilogrammo.
Ancora più elevati risultano i prezzi lungo la rete autostradale, dove il rifornimento continua a rappresentare l’opzione più costosa. Qui la benzina self service raggiunge 2,032 euro al litro, mentre il diesel arriva a 2,181 euro, confermando un differenziale importante rispetto agli impianti della rete ordinaria. Anche GPL e metano mostrano valori superiori, rispettivamente pari a 0,880 euro al litro e 1,591 euro al chilogrammo.
Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, nelle ultime ore diversi operatori hanno inoltre ritoccato verso l’alto i prezzi consigliati. Eni ha aumentato il diesel di 2 centesimi al litro, IP ha applicato un incremento di 1 centesimo sia sulla benzina sia sul gasolio, Q8 ha ritoccato di 2 centesimi la benzina e di 4 centesimi il diesel, mentre Tamoil ha aumentato rispettivamente di 2 e 3 centesimi i propri listini.
Quanto costa il rifornimento tra compagnie e pompe bianche?
Le differenze tra operatori continuano a essere presenti, anche se negli ultimi mesi il divario si è progressivamente ridotto. Considerando l’insieme dei circa 20.000 impianti che trasmettono i dati all’Osservatorio prezzi del Mimit, la benzina self service presenta una media di 1,938 euro al litro, con le compagnie petrolifere a 1,943 euro e le cosiddette pompe bianche a 1,927 euro.
Per il gasolio self service, invece, il prezzo medio si attesta a 2,093 euro al litro, praticamente allineato tra compagnie (2,094 euro) e distributori indipendenti (2,092 euro). Nel servizio assistito i valori crescono sensibilmente: la benzina raggiunge una media di 2,074 euro al litro, mentre il diesel arriva fino a 2,231 euro, confermando come il costo del servizio continui a incidere in maniera significativa sul prezzo finale pagato dal consumatore.
Analizzando i principali marchi, Eni propone la benzina self a 1,941 euro e il gasolio a 2,075 euro, IP si posiziona rispettivamente a 1,951 e 2,103 euro, Q8 registra 1,938 euro per la benzina e 2,094 euro per il diesel, mentre Tamoil propone valori leggermente inferiori sulla benzina (1,936 euro) e pari a 2,092 euro sul gasolio.
Perché il Codacons chiede di sospendere l’app Osservaprezzi Carburanti?
Oltre al tema dell’aumento dei prezzi, nelle ultime ore è esplosa la contestazione nei confronti della nuova applicazione Osservaprezzi Carburanti, presentata dal Ministero con l’obiettivo di consentire agli automobilisti di confrontare i prezzi dei distributori presenti nelle vicinanze.
Secondo il Codacons, tuttavia, il servizio presenterebbe diverse criticità tali da comprometterne l’efficacia e l’affidabilità. L’associazione dei consumatori sostiene che l’applicazione non consenta un confronto realmente immediato tra i diversi impianti e, soprattutto, possa mostrare dati non aggiornati. Tra i risultati della ricerca, infatti, comparirebbero anche distributori che non hanno recentemente comunicato i nuovi listini oppure impianti temporaneamente chiusi, con alcuni prezzi che risulterebbero addirittura fermi al mese di giugno.
L’informazione relativa alla data dell’ultimo aggiornamento sarebbe inoltre riportata in caratteri di dimensioni molto ridotte, rendendo difficile per l’utente comprendere immediatamente l’effettiva attendibilità del prezzo visualizzato. In questo scenario un automobilista potrebbe essere indotto a percorrere diversi chilometri per raggiungere il distributore apparentemente più conveniente, salvo poi trovare un prezzo differente rispetto a quello indicato oppure un impianto non operativo.
Quali conseguenze potrebbe avere la segnalazione all’Antitrust?
Alla luce di queste criticità, il Codacons ha chiesto ufficialmente al Mimit di sospendere temporaneamente l’applicazione fino alla risoluzione delle problematiche evidenziate. Contestualmente l’associazione ha presentato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, affinché venga verificato se le informazioni fornite dal servizio possano risultare potenzialmente fuorvianti o ingannevoli nei confronti dei consumatori.
L’eventuale intervento dell’Antitrust potrebbe riguardare non tanto il funzionamento tecnico dell’applicazione quanto la correttezza delle informazioni rese disponibili al pubblico e il rispetto degli obblighi di trasparenza. In un contesto caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi dei carburanti, la tempestività e l’accuratezza dei dati rappresentano infatti elementi fondamentali per consentire ai cittadini di effettuare scelte realmente consapevoli.
Nel frattempo il mercato continua a monitorare con attenzione sia l’evoluzione delle quotazioni internazionali del petrolio sia le future decisioni del Governo sul fronte fiscale ed energetico. Con il diesel stabilmente oltre i 2,10 euro al litro e la benzina ormai vicina ai massimi annuali, il tema del costo dei carburanti resta tra le principali preoccupazioni di famiglie, imprese e operatori del settore, destinato a influenzare nelle prossime settimane non solo le spese di mobilità, ma anche l’andamento generale dei prezzi al consumo.