
- Cosa cambia per la Serie A?
- Come funzionano le nuove regole FIGC?
- Quali effetti sul mercato e sui bilanci dei club italiani?
Perché la FIGC ha modificato le regole sul mercato e sui bilanci?
La FIGC ha approvato una svolta significativa nella gestione economica dei club di Serie A, introducendo una riforma che incide direttamente su mercato, bilanci e sostenibilità finanziaria. Il Consiglio Federale ha infatti eliminato alcuni vincoli che avevano limitato operazioni, come accaduto al Napoli durante il calciomercato invernale, consentendo ora l’utilizzo delle riserve di utili per coprire eventuali squilibri.
La decisione nasce dalla necessità di aggiornare i parametri del sistema, riconoscendo maggiore valore alla solidità patrimoniale delle società. In precedenza, il rispetto dell’indicatore del costo del lavoro allargato, fissato al 70% dei ricavi, aveva bloccato club virtuosi sotto il profilo finanziario, ma penalizzati da criteri rigidi.
Il caso del Napoli è emblematico: nonostante una gestione prudente e un tesoretto disponibile per il mercato, il club era rimasto fermo a causa di un modello di ammortamento che concentra circa l’80% del valore dei calciatori nei primi due anni. Una scelta contabile conservativa che, però, lo esponeva a sforamenti nei parametri precedenti.
Cosa cambia per il calciomercato e la gestione dei club?
Con le nuove norme, i club potranno utilizzare le proprie riserve di liquidità e il patrimonio netto per rispettare i parametri economici, senza dover ricorrere necessariamente a aumenti di capitale esterni. Questo rappresenta un passaggio chiave verso una maggiore flessibilità nel calciomercato, soprattutto per le società con conti solidi.
La riforma mira a premiare i club che hanno adottato politiche di gestione sostenibile, consentendo loro di investire senza essere penalizzati da regole considerate ormai superate. In termini di fair play finanziario italiano, si tratta di un cambio di paradigma che introduce un equilibrio tra controllo e autonomia gestionale.
Il via libera non è stato immediato: la modifica è arrivata dopo un confronto acceso all’interno della Lega Serie A. Durante la sessione invernale, il tentativo di revisione si era arenato di fronte all’opposizione di alcuni grandi club, con il voto contrario del Milan e le astensioni di Juventus, Inter e Roma.
Quali sono i nuovi controlli economici per la Serie A?
Nonostante l’allentamento dei vincoli, la riforma introduce anche nuove misure di controllo per garantire la trasparenza finanziaria. A partire dalla stagione 2026, i club dovranno presentare una situazione patrimoniale intermedia entro il 30 novembre, che si aggiunge al consueto bilancio di fine maggio.
Per poter operare sul mercato trasferimenti, le società dovranno dimostrare in modo chiaro che le riserve utilizzate siano reali e vincolate, evitando operazioni puramente contabili. Questo rafforza il sistema di vigilanza e tutela la stabilità complessiva del campionato.
Il nuovo impianto normativo si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere la Serie A più competitiva e sostenibile, mantenendo al tempo stesso elevati standard di controllo economico.