
- Cos’è LGWA?
- Come funziona l’antenna lunare?
- Perché ESA e ASI investono sulle onde gravitazionali dalla Luna?
Lunar Gravitational-wave Antenna: l’Italia guida gli studi per l’antenna lunare delle onde gravitazionali
Un consorzio nazionale guidato dal Gran Sasso Science Institute coordinerà gli studi preliminari per la Lunar Gravitational-wave Antenna (LGWA), un ambizioso progetto di ricerca scientifica dedicato all’osservazione delle onde gravitazionali dalla Luna. L’iniziativa coinvolge istituzioni di primo piano nel panorama della ricerca spaziale italiana e punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nell’ambito dell’astrofisica internazionale.
L’accordo di collaborazione scientifica, firmato il 21 gennaio, rappresenta un passo strategico verso la realizzazione di una futura antenna lunare per onde gravitazionali, selezionata nel 2023 dall’ESA tra le attività scientifiche di riserva per l’esplorazione del nostro satellite naturale.
Chi coordina gli studi preparatori per la Lunar Gravitational-wave Antenna?
Il progetto è guidato dal Gran Sasso Science Institute (GSSI) e vede la partecipazione dell’Università di Camerino, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Terremoti) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
Il consorzio lavorerà allo sviluppo delle tecnologie necessarie per rendere possibile una futura missione scientifica sulla Luna dedicata allo studio delle onde gravitazionali, uno dei campi più innovativi della fisica moderna e della cosmologia.

Perché l’ESA e l’ASI sostengono il progetto LGWA?
Nel 2023 la Lunar Gravitational-wave Antenna è stata selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel “Reserve Pool of Science Activities for the Moon”, ottenendo la valutazione più alta tra le proposte presentate.
Dopo questo riconoscimento internazionale, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha deciso di finanziare gli studi preparatori dei progetti con leadership italiana selezionati dall’ESA, sostenendo così lo sviluppo della tecnologia spaziale italiana e la competitività nel settore dell’esplorazione lunare.
Il finanziamento coprirà i primi due anni di attività, con la possibilità di estensione oltre il 2027.
Quali attività scientifiche e tecnologiche sono previste?
Le attività finanziate si concentrano su più ambiti strategici:
- Sviluppo del payload lunare e delle tecnologie necessarie all’installazione dell’antenna (GSSI, Università di Camerino, INFN e INAF)
- Caratterizzazione del suolo lunare e realizzazione di un modello sintetico di propagazione delle onde sismiche (INGV)
- Studio delle potenzialità scientifiche legate alle onde gravitazionali (INAF)
Queste fasi preliminari sono fondamentali per verificare la fattibilità tecnica dell’antenna e per analizzare il comportamento del regolite lunare, elemento chiave per comprendere la propagazione dei segnali e delle vibrazioni.
Da dove nasce l’idea di usare la Luna come rivelatore di onde gravitazionali?
L’idea di trasformare la Luna in parte integrante di un rivelatore gravitazionale risale agli anni Settanta. Il fisico statunitense Joseph Weber fu tra i pionieri nello studio sperimentale delle onde gravitazionali.
Nel 1972, durante la missione Apollo 17, venne installato sulla superficie lunare il Lunar Surface Gravimeter, uno strumento progettato per rilevare vibrazioni potenzialmente riconducibili a onde gravitazionali. Tuttavia, un errore di progettazione impedì la prosecuzione dell’esperimento.
A oltre cinquant’anni di distanza, le nuove tecnologie di strumentazione scientifica avanzata e l’esperienza maturata nel settore della fisica delle alte energie rendono oggi nuovamente concreta questa prospettiva.
Cosa potrebbe scoprire un’antenna lunare per onde gravitazionali?
La realizzazione della LGWA potrebbe aprire scenari inediti per l’astrofisica e la comprensione dell’universo. L’antenna sarebbe in grado di rilevare segnali provenienti da:
- Sistemi binari compatti formati da nane bianche galattiche
- Collisioni e fusioni di buchi neri supermassicci a distanze cosmiche
- Fenomeni estremi legati all’evoluzione stellare
Inoltre, lo strumento permetterebbe di raccogliere dati preziosi sulla struttura interna della Luna, contribuendo allo studio dei terremoti lunari e dei meccanismi geofisici del nostro satellite naturale.
La combinazione tra ricerca spaziale, fisica fondamentale e innovazione tecnologica rende la Lunar Gravitational-wave Antenna uno dei progetti più promettenti nel panorama della scienza spaziale europea, con potenziali ricadute anche in ambito tecnologico e industriale.
- Foto di copertina: Rappresentazione artistica delle onde gravitazionali che si propagano da una sorgente luminosa distante. Crediti: immagine realizzata con OpenAI per Coelum Astronomia.