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Prezzi carburanti in aumento: petrolio sopra 100$, diesel +12€ a pieno

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Perché il petrolio è salito sopra i 100 dollari? Quanto stanno aumentando benzina e diesel in Italia? Il governo ridurrà le accise sui carburanti? Prezzi carburanti in aumento: petrolio sopra i 100 dollari...

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  • Perché il petrolio è salito sopra i 100 dollari?
  • Quanto stanno aumentando benzina e diesel in Italia?
  • Il governo ridurrà le accise sui carburanti?

Prezzi carburanti in aumento: petrolio sopra i 100 dollari e diesel più caro di 12 euro a pieno

L’impennata delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno avendo effetti immediati anche sui prezzi dei carburanti in Italia. Nel giro di pochi giorni il costo del gasolio alla pompa è aumentato in modo significativo, mentre la benzina ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi mesi.

Secondo le analisi basate sui dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sulle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, il rincaro dei carburanti si sta già traducendo in una maggiore spesa per automobilisti e famiglie.


Perché il prezzo del petrolio è salito sopra i 100 dollari al barile?

La recente escalation delle tensioni in Medio Oriente ha alimentato forte instabilità nei mercati petroliferi internazionali. Gli attacchi israeliani contro depositi di carburante in Iran hanno generato timori tra gli operatori del settore energetico, con possibili ripercussioni sull’offerta globale di greggio.

All’apertura dei mercati asiatici lunedì 9 marzo 2026, il Brent, il principale riferimento per il prezzo del petrolio, è salito rapidamente oltre i 100 dollari al barile, arrivando a sfiorare i 119 dollari prima di stabilizzarsi poco sopra i 108 dollari.

Si tratta di un livello che non veniva superato da luglio 2022, segnale di un ritorno di forte volatilità nel settore energetico globale.

Uno dei fattori che pesa maggiormente sulle quotazioni è il timore di un possibile blocco dello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi marittimi per il trasporto di petrolio e prodotti energetici a livello mondiale.


Come stanno reagendo i mercati dei carburanti e dei prodotti raffinati?

La tensione sui mercati del greggio si sta riflettendo anche sulle quotazioni dei prodotti raffinati, che hanno continuato a crescere nelle ultime sedute.

Il prezzo del gasolio sui mercati internazionali ha raggiunto il livello più alto dal 16 novembre 2022, mentre la benzina ha toccato il massimo dal 12 luglio 2024.

A influenzare l’andamento dei prezzi contribuisce anche l’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro, che rende più costoso per i Paesi europei importare petrolio e carburanti quotati nella valuta statunitense.


Quanto sono aumentati benzina e diesel alla pompa in Italia?

La crescita delle quotazioni petrolifere si sta già riflettendo sui prezzi dei carburanti alla pompa.

Secondo le ultime rilevazioni su circa 20mila distributori italiani, il prezzo medio della benzina self service si attesta intorno a 1,782 euro al litro, mentre il diesel self service ha raggiunto circa 1,965 euro al litro.

I prezzi risultano ancora più elevati nelle modalità servito:

  • Benzina servito: circa 1,917 euro al litro
  • Diesel servito: circa 2,091 euro al litro

Anche altri carburanti registrano aumenti:

  • GPL: circa 0,702 euro al litro
  • Metano: circa 1,475 euro al kg
  • GNL: circa 1,232 euro al kg

Sulle autostrade, come spesso accade, i prezzi risultano più elevati:

  • Benzina self service: circa 1,867 euro al litro
  • Diesel self service: circa 2,017 euro al litro

Quanto costa oggi un pieno di diesel rispetto a fine febbraio?

Secondo le analisi del Codacons, il prezzo del gasolio ha registrato un aumento molto rapido negli ultimi giorni.

Confrontando i prezzi medi regionali dei carburanti attuali con quelli del 27 febbraio, il diesel in modalità self service è salito fino a 1,970 euro al litro, contro 1,723 euro al litro di fine febbraio.

Si tratta di un incremento di circa +14,3% in soli dieci giorni.

Per gli automobilisti l’effetto è immediato: oggi un pieno di diesel costa in media 12,3 euro in più rispetto a dieci giorni fa. Su base annuale, considerando una media di due pieni al mese, la maggiore spesa può arrivare a circa 296 euro in più all’anno.

Anche la benzina self service ha registrato un aumento nello stesso periodo, pari a circa +7%, con un rincaro di circa 5,8 euro a pieno, equivalente a circa 140 euro in più all’anno.


In quali regioni italiane il gasolio costa di più?

Le differenze territoriali restano evidenti anche nei prezzi regionali dei carburanti.

Secondo i dati elaborati dal Codacons sui numeri del Mimit, i livelli più elevati del diesel self service si registrano in alcune regioni:

  • Bolzano: circa 2,008 euro al litro
  • Calabria: circa 1,993 euro al litro
  • Sicilia: circa 1,990 euro al litro
  • Valle d’Aosta: circa 1,985 euro al litro

Questi valori mostrano come il costo del carburante in Italia possa variare sensibilmente a seconda del territorio, pur mantenendosi su livelli complessivamente elevati.


Il governo potrebbe ridurre le accise sui carburanti?

Di fronte al rapido aumento dei prezzi di benzina e diesel, nel dibattito politico è tornata al centro l’ipotesi di applicare il meccanismo delle accise mobili sui carburanti.

La norma prevede che il Ministero dell’Economia possa intervenire con un decreto per ridurre temporaneamente le accise su benzina e gasolio, compensando le maggiori entrate derivanti dall’IVA generata dall’aumento del prezzo del petrolio.

Nel fine settimana sia la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si sono espresse favorevolmente alla possibilità di applicare questo strumento.

Secondo le regole attuali, la riduzione delle accise può essere attivata quando il prezzo medio del Brent supera il valore di riferimento indicato nel Documento di economia e finanza.

Nel documento programmatico pubblicato nell’ottobre 2025 il prezzo di riferimento per il Brent nel 2026 era indicato in circa 66,1 dollari al barile, equivalente a circa 55,1 euro al barile con il cambio previsto.

I valori registrati negli ultimi giorni risultano nettamente superiori, condizione che potrebbe consentire l’attivazione del meccanismo.


Quando è stata applicata in passato l’accisa mobile?

Il meccanismo delle accise mobili sui carburanti è stato utilizzato poche volte negli ultimi anni.

Nel 2022, durante il governo guidato da Mario Draghi, venne applicato un taglio delle accise sui carburanti pari a circa 25 centesimi al litro, che arrivava a circa 30 centesimi considerando anche l’IVA.

La misura fu finanziata anche grazie ai proventi della cosiddetta tassa sugli extraprofitti delle società energetiche.

Un precedente ancora più remoto risale al 2008, durante il governo Prodi II, quando lo sconto sulle accise fu di circa 2 centesimi al litro e rimase in vigore per circa un mese.

Nel 2023 la normativa è stata modificata per rendere l’applicazione del meccanismo più rapida e immediata in caso di forti aumenti del prezzo del petrolio.


Quali effetti potrebbe avere il taglio delle accise sui prezzi?

Secondo le associazioni dei consumatori, una riduzione delle accise su benzina e diesel potrebbe avere effetti immediati sul prezzo dei carburanti alla pompa.

Il Codacons ha chiesto al governo un intervento che preveda un taglio delle accise di almeno 15 centesimi al litro, con l’obiettivo di riportare i listini su livelli più vicini a quelli precedenti alla recente impennata del petrolio Brent.

Una misura di questo tipo, secondo l’associazione, potrebbe contribuire non solo a ridurre il costo del pieno per automobilisti e trasportatori, ma anche ad attenuare l’impatto dei rincari energetici sui prezzi dei prodotti trasportati e, più in generale, sul costo della vita.