
Mistero nell’oceano risolto: cos’era davvero la sfera dorata trovata al largo dell’Alaska
Per oltre due anni ha incuriosito il mondo scientifico e acceso la fantasia del pubblico. Una strana sfera dorata scoperta nelle profondità marine al largo dell’Alaska, a migliaia di metri sotto la superficie, sembrava uscita da un racconto di fantascienza. Lucida, tondeggiante e apparentemente priva di spiegazioni immediate, aveva generato ipotesi di ogni tipo: un uovo sconosciuto, una spugna marina, una colonia di microbi o persino qualcosa di mai osservato prima.
Oggi quel mistero ha finalmente una risposta. Dopo analisi approfondite, gli studiosi hanno identificato l’oggetto come il residuo prodotto da un raro animale degli abissi, una creatura simile a un’anemone di mare chiamata Relicanthus daphneae.
Dove è stata trovata la sfera dorata nell’oceano?
Il ritrovamento era avvenuto durante una spedizione scientifica nelle acque profonde al largo dell’Alaska, una delle aree più affascinanti e meno esplorate del pianeta. Gli oceani profondi custodiscono habitat estremi, dove la luce non arriva, la pressione è altissima e la temperatura può essere rigida.
In questo ambiente ostile, i ricercatori hanno individuato l’oggetto attaccato a una roccia sul fondale. Le immagini diffuse all’epoca mostrarono una massa liscia e dorata con un piccolo foro centrale, dettaglio che contribuì ad alimentare la curiosità internazionale.
Il caso divenne rapidamente virale anche fuori dagli ambienti accademici, proprio perché nessuno riusciva a stabilire con certezza di cosa si trattasse.

Perché la sfera dorata aveva incuriosito gli scienziati?
Quando un oggetto sconosciuto viene scoperto nelle profondità marine, le ipotesi iniziali sono spesso numerose. In questo caso, la forma insolita e l’aspetto quasi metallico rendevano difficile qualsiasi classificazione immediata.
Secondo gli esperti, le prime possibilità prese in considerazione erano diverse:
- un uovo marino appartenente a una specie sconosciuta
- una spugna di profondità
- una colonia batterica
- il residuo organico di qualche creatura abissale
Il problema principale era l’assenza di caratteristiche evidenti. Non si vedevano bocca, muscoli o strutture anatomiche riconoscibili. Per questo motivo il campione è stato sottoposto a esami più sofisticati.
Come è stata identificata la misteriosa sfera dorata?
La svolta è arrivata grazie a una combinazione di osservazioni microscopiche e test genetici. Analizzando i tessuti del campione al microscopio, i ricercatori hanno trovato cellule urticanti chiamate nematocisti, tipiche del phylum dei Cnidari.
Si tratta dello stesso grande gruppo animale che comprende:
- meduse
- coralli
- idroidi
- anemoni di mare
La presenza di particolari cellule chiamate spirocisti ha poi ristretto ulteriormente il campo, indirizzando gli studiosi verso il gruppo degli Hexacorallia, che include molte specie di anemoni e coralli.
Successivamente, i test sul DNA hanno rilevato tracce genetiche compatibili con Relicanthus daphneae, un organismo raro e ancora poco conosciuto.
Cos’è il Relicanthus daphneae?
Il Relicanthus daphneae è una delle creature più enigmatiche degli oceani profondi. Viene spesso descritto come simile a un’anemone di mare, ma la sua classificazione scientifica è ancora oggetto di dibattito.
Alcuni studiosi ritengono che appartenga a una linea evolutiva antichissima, distinta dagli anemoni moderni. Altri sostengono invece che sia, a tutti gli effetti, un particolare tipo di anemone.
Questa incertezza dimostra quanto sia ancora limitata la conoscenza della biodiversità marina profonda. Molte specie degli abissi vengono osservate raramente e in alcuni casi solo attraverso immagini o campioni incompleti.
La sfera dorata era un animale oppure un residuo biologico?
Uno degli aspetti più sorprendenti della scoperta è che la sfera dorata non era l’animale completo, ma un suo residuo biologico.
Secondo i ricercatori, si trattava di una cuticola secreta dalla creatura per aderire alle rocce del fondale. In pratica, questo organismo produrrebbe una struttura esterna utile a fissarsi in una determinata posizione.
Quando decide di spostarsi, potrebbe staccarsi e lasciare dietro di sé il rivestimento precedente. Proprio questo spiegherebbe perché la misteriosa sfera sia stata trovata isolata, senza l’animale al suo interno.
È una strategia affascinante che potrebbe consentire alla specie di cercare zone migliori per nutrirsi o condizioni ambientali più favorevoli.
Dove vive questa creatura degli abissi?
Finora il Relicanthus daphneae è stato osservato soprattutto vicino a sorgenti idrotermali del Pacifico, dell’Oceano Indiano e delle regioni meridionali del pianeta.
Le sorgenti idrotermali sono ambienti estremi nei quali acqua molto calda e ricca di minerali fuoriesce dal fondale oceanico. Nonostante le condizioni difficili, ospitano ecosistemi straordinari e specie adattate a sopravvivere senza luce solare.
Secondo alcuni ricercatori, però, la distribuzione reale di questa creatura potrebbe essere molto più ampia. Il motivo è semplice: gli esseri umani esplorano ancora pochissimo gli abissi, quindi molte presenze potrebbero passare inosservate.
Ora che gli studiosi sanno riconoscere anche i residui lasciati da questo animale, come la celebre sfera dorata, sarà più facile individuarne la presenza in nuove aree.

Perché questa scoperta è importante per la scienza?
Il caso dimostra quanto gli oceani profondi siano ancora un territorio quasi sconosciuto. Ogni nuova spedizione può portare alla luce specie rare, comportamenti inattesi e forme di vita difficili da immaginare.
La scoperta conferma anche il valore di due strumenti fondamentali nella ricerca moderna:
- il campionamento fisico dei reperti
- l’analisi del DNA ambientale
Senza questi metodi, la sfera dorata sarebbe probabilmente rimasta un mistero irrisolto.
Inoltre, comprendere come vivono questi organismi aiuta a studiare l’evoluzione della vita marina e gli ecosistemi estremi del pianeta.
Quanti misteri restano ancora sul fondo dell’oceano?
Molti più di quanto si pensi. Gli scienziati stimano che vaste aree del fondale oceanico non siano mai state osservate direttamente. In quelle profondità potrebbero vivere migliaia di specie ancora sconosciute.
La storia della sfera dorata dell’Alaska lo dimostra perfettamente: un piccolo oggetto apparentemente insignificante si è rivelato la traccia lasciata da una creatura rara e ancora misteriosa.
Ogni nuova scoperta ricorda che il mare profondo non è solo un luogo remoto, ma uno degli ultimi grandi confini dell’esplorazione scientifica. E probabilmente, nei prossimi anni, continuerà a sorprenderci con nuove domande e risposte inattese.
- Fonte scientifica – Lo studio che ha permesso di identificare la misteriosa sfera dorata è stato pubblicato 6 giorni fa su bioRxiv, piattaforma scientifica dedicata alla diffusione di nuove ricerche biologiche, dal team di ricerca guidato da Allen G. Collins: The Curious Case of the Golden Orb – Relict of Relicanthus daphneae.