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Taglio accise carburanti: quanto si risparmia su benzina e diesel

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Quanto si risparmia con il taglio delle accise? Quanto scendono i prezzi di benzina e diesel? Quale impatto su inflazione e spesa delle famiglie? Accise carburanti: quanto si risparmia con il taglio di...

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  • Quanto si risparmia con il taglio delle accise?
  • Quanto scendono i prezzi di benzina e diesel?
  • Quale impatto su inflazione e spesa delle famiglie?

Accise carburanti: quanto si risparmia con il taglio di 5 o 10 centesimi su benzina e diesel?

Il possibile taglio delle accise sui carburanti torna al centro del dibattito economico e politico. Secondo le stime diffuse da Assoutenti, una riduzione delle accise su benzina e diesel potrebbe generare un risparmio significativo per gli automobilisti italiani e contribuire anche a contenere l’aumento dei prezzi al consumo.

Le misure allo studio potrebbero essere discusse in Consiglio dei ministri e riguardano diversi scenari di riduzione della tassazione sui carburanti, con effetti diretti sui rifornimenti e possibili benefici indiretti sull’inflazione, sui prezzi dei beni alimentari e sul potere d’acquisto delle famiglie.


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Il possibile taglio delle accise carburanti potrebbe ridurre il prezzo di benzina e diesel alla pompa e generare risparmi per milioni di automobilisti.

Quanto si risparmia con un taglio di 5 centesimi alle accise sui carburanti?

Una riduzione delle accise carburanti di 5 centesimi al litro, considerando anche l’impatto dell’IVA applicata sulle accise, comporterebbe un risparmio immediato per gli automobilisti.

Secondo i calcoli di Assoutenti:

  • circa 3 euro di risparmio su un pieno da 50 litri
  • circa 73,2 euro di risparmio annuo per automobilista

Il beneficio deriva dal calo del prezzo finale di benzina e diesel alla pompa, che rappresenta una delle voci di spesa più rilevanti per chi utilizza quotidianamente l’auto per lavoro o spostamenti personali.


Cosa succede se il taglio delle accise arriva a 10 centesimi?

Uno scenario più incisivo, con una riduzione di 10 centesimi al litro sulle accise, porterebbe vantaggi ancora più evidenti.

Le stime indicano:

  • 6,1 euro di risparmio per ogni pieno da 50 litri
  • circa 146 euro di risparmio annuo per automobilista

Un intervento più consistente sulle tasse sui carburanti avrebbe quindi effetti più marcati sia sul costo dei rifornimenti sia sull’economia reale, in particolare per famiglie e imprese che dipendono dal trasporto su gomma.


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Con una riduzione delle accise su benzina e diesel, il costo di un pieno potrebbe diminuire e contribuire a contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti.

Qual è il risparmio con una mini riduzione delle accise di 2,5 centesimi?

Nel caso di una riduzione più contenuta, pari a 2,5 centesimi al litro, l’impatto sarebbe più limitato ma comunque percepibile.

Le stime indicano:

  • poco più di 1,5 euro di risparmio su un pieno da 50 litri
  • circa 36,6 euro di risparmio annuo per automobilista

Anche una riduzione minima delle accise su benzina e diesel potrebbe contribuire a ridurre il costo dei carburanti alla pompa, soprattutto in una fase caratterizzata da forte volatilità dei prezzi energetici.


Come il taglio delle accise può influire su inflazione e prezzi alimentari?

Oltre agli effetti diretti sui prezzi di benzina e diesel, il taglio delle accise potrebbe produrre effetti indiretti sull’economia.

Secondo Assoutenti, un possibile effetto contenitivo dello 0,5% sull’inflazione dei generi alimentari legato alla riduzione dei costi di trasporto potrebbe evitare un aggravio di circa 830 milioni di euro all’anno per le famiglie italiane.

Gran parte delle merci, infatti, viene distribuita tramite trasporto su gomma: una diminuzione del prezzo dei carburanti potrebbe quindi riflettersi sui listini dei prodotti nei supermercati, contribuendo a contenere il rincaro dei beni di largo consumo.

Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, sottolinea che interventi più incisivi sulle accise carburanti potrebbero generare benefici non solo per i consumatori, ma anche per l’intera economia nazionale, evitando effetti negativi sui consumi delle famiglie.


Perché i prezzi di benzina e diesel continuano a salire?

Nel frattempo, il mercato dei carburanti mostra segnali contrastanti. Nonostante il calo del prezzo del petrolio Brent, sceso sotto i 90 dollari al barile, i prezzi dei carburanti raffinati continuano a registrare aumenti.

Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, gli aumenti si stanno riflettendo sui prezzi consigliati dei principali marchi petroliferi, con effetti che si trasferiscono successivamente sui prezzi medi praticati alla pompa.

Tra gli aggiornamenti più recenti:

  • Eni ha aumentato i prezzi consigliati della benzina di 2 centesimi al litro e del gasolio di 3 centesimi
  • IP ha registrato un rialzo di 6 centesimi sulla benzina e 12 centesimi sul diesel

Quali sono i prezzi medi di benzina e diesel in Italia?

Secondo i dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed elaborati da Staffetta Quotidiana, rilevati su circa 20 mila distributori, i prezzi medi risultano i seguenti:

  • Benzina self service: 1,783 euro/litro
  • Diesel self service: 1,970 euro/litro

Per il servizio con operatore:

  • Benzina servito: 1,919 euro/litro
  • Diesel servito: 2,097 euro/litro

Per gli altri carburanti:

  • GPL servito: 0,702 euro/litro
  • Metano servito: 1,477 euro/kg
  • GNL: 1,232 euro/kg

Quanto costano i carburanti nelle aree di servizio autostradali?

Nelle stazioni di servizio autostradali, i prezzi risultano generalmente più elevati rispetto alla media nazionale.

Le rilevazioni indicano:

  • Benzina self service: 1,869 euro/litro (servito 2,125 euro/litro)
  • Diesel self service: 2,024 euro/litro (servito 2,282 euro/litro)
  • GPL: 0,835 euro/litro
  • Metano: 1,526 euro/kg
  • GNL: 1,310 euro/kg

L’andamento dei prezzi dei carburanti, insieme alle decisioni sulle accise su benzina e diesel, continuerà quindi a influenzare il costo della mobilità e il bilancio delle famiglie italiane nei prossimi mesi.