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WhatsApp dice addio al QR? Arriva il collegamento con biometria

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WhatsApp prepara una svolta che potrebbe cambiare per sempre il modo di collegare smartphone e tablet: niente più solo QR Code, ma impronta digitale e riconoscimento facciale per una sicurezza più avanzata 🔐📱

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WhatsApp cambia tutto: presto basteranno impronta digitale o volto per collegare un nuovo dispositivo

La sicurezza digitale non è più un dettaglio secondario, soprattutto in un’epoca in cui lo smartphone è diventato il centro nevralgico della nostra vita personale e professionale. Ed è proprio su questo terreno che WhatsApp si prepara a introdurre una novità destinata a cambiare in modo concreto il modo in cui milioni di utenti gestiscono il proprio account su più dispositivi.

Secondo le ultime anticipazioni emerse dagli ambienti di sviluppo, la piattaforma starebbe lavorando a un nuovo sistema di collegamento account che permetterà di associare un secondo telefono o tablet attraverso impronta digitale, riconoscimento facciale o blocco schermo, senza passare necessariamente dal tradizionale codice QR. Una trasformazione che non riguarda solo la comodità, ma soprattutto il rafforzamento di una delle aree più delicate: l’autenticazione.

La direzione è chiara: ridurre la dipendenza da sistemi considerati oggi meno solidi, come SMS o verifiche visive, e spostare il controllo verso un’autenticazione biometrica sempre più personale e difficile da aggirare.

Whatsapp
La nuova funzione di WhatsApp punta a eliminare passaggi inutili e rafforzare la protezione dell’account con autenticazione biometrica.

Perché WhatsApp vuole superare il codice QR per collegare nuovi dispositivi?

Per anni il QR Code è stato il cuore del sistema multi-dispositivo di WhatsApp. Una soluzione rapida, intuitiva e ormai familiare agli utenti. Ma con l’evoluzione delle minacce informatiche e l’aumento degli attacchi di social engineering, il codice QR mostra oggi alcuni limiti strutturali.

Il problema non è tanto lo strumento in sé, quanto il contesto in cui viene utilizzato. Se un malintenzionato riesce ad avere accesso fisico, anche per pochi secondi, al dispositivo principale, può teoricamente avviare una procedura di collegamento non autorizzata.

Ecco perché l’introduzione delle passkey rappresenta un cambio di paradigma. Non si tratta solo di rendere il processo più veloce, ma di renderlo intrinsecamente più sicuro. La biometria, infatti, introduce un livello di autenticazione legato alla presenza fisica dell’utente: qualcosa che non può essere intercettato via rete o duplicato con facilità.

Che cosa sono le passkey e perché stanno diventando centrali nella sicurezza digitale?

Le passkey stanno rapidamente diventando uno standard nel mondo della cybersecurity. Già adottate da aziende come Google, Apple e Microsoft, rappresentano un’alternativa evoluta alle password tradizionali. A differenza delle credenziali classiche o dei codici temporanei via SMS, una passkey utilizza un sistema crittografico che si appoggia al dispositivo dell’utente e alla sua identità biometrica.

Nel caso di WhatsApp, questo significherebbe che per autorizzare un nuovo accesso sarà necessario confermare l’operazione attraverso:

  • impronta digitale,
  • Face ID o riconoscimento facciale,
  • PIN o blocco schermo del dispositivo.

Il vantaggio è evidente: anche nel caso in cui qualcuno entri in possesso dello smartphone, senza la biometria del proprietario l’accesso resterebbe bloccato. È una scelta che riflette un trend ormai irreversibile: il futuro della sicurezza digitale si sta spostando dalle password alla verifica dell’identità reale.

Come funzionerà il nuovo sistema di collegamento dispositivi su WhatsApp?

Il meccanismo previsto appare piuttosto lineare ma introduce una logica molto più sofisticata. Quando un utente tenterà di collegare il proprio account WhatsApp a un nuovo dispositivo, l’app proporrà due possibilità:

  • la modalità classica tramite QR Code;
  • oppure la nuova autenticazione tramite passkey.

Se si sceglie la seconda opzione, il sistema utilizzerà una chiave di accesso salvata nel proprio password manager. A quel punto, sul telefono principale arriverà una notifica immediata per confermare o rifiutare la richiesta. La conferma avverrà con un solo gesto: impronta, volto o sblocco schermo. Questo elimina un passaggio spesso scomodo — soprattutto per chi lavora su più device — ma mantiene un controllo rigoroso sull’autorizzazione.

Secondo le indiscrezioni, in alcune situazioni particolari WhatsApp potrebbe comunque richiedere una prima scansione QR come ulteriore livello di sicurezza iniziale. Una doppia verifica che, se confermata, rappresenterebbe un compromesso intelligente tra innovazione e protezione.

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WhatsApp accelera verso il futuro della sicurezza: collegare un nuovo dispositivo potrebbe presto richiedere solo impronta o volto.

Quali vantaggi concreti porterà questa nuova funzione agli utenti?

L’impatto pratico di questa novità potrebbe essere molto più ampio di quanto sembri. Per chi utilizza WhatsApp su più dispositivi — ad esempio smartphone secondari, tablet o terminali aziendali — il processo diventerà sensibilmente più rapido. Non sarà più necessario aprire la fotocamera, inquadrare il QR e attendere il sincronismo.

Ma il beneficio principale resta la sicurezza. Il collegamento di un dispositivo è uno dei momenti più vulnerabili nella vita di un account. È lì che un accesso non autorizzato può trasformarsi in un monitoraggio silenzioso di conversazioni, documenti, immagini e dati sensibili.

Con la verifica biometrica, questa possibilità si riduce drasticamente. È un passo importante anche sul piano culturale: WhatsApp sembra voler educare i suoi utenti a considerare la sicurezza non come un ostacolo, ma come parte naturale dell’esperienza d’uso.

Come si configura una passkey su WhatsApp?

Per poter utilizzare questa funzione sarà necessario predisporre la passkey in anticipo. La procedura, secondo le informazioni attuali, dovrebbe essere accessibile dal percorso:

Impostazioni > Account > Chiavi di accesso

Da lì sarà possibile creare una chiave collegata al proprio ecosistema digitale, che potrà essere gestita tramite strumenti come:

  • Google Password Manager,
  • iCloud Keychain,
  • 1Password.

Sarà inoltre indispensabile avere attivo almeno un metodo di protezione locale: impronta digitale, riconoscimento facciale o codice di blocco. È un requisito tecnico che, di fatto, trasforma lo smartphone nel fulcro assoluto dell’identità digitale dell’utente.

Quando arriverà questa novità su WhatsApp?

Al momento non esiste una data ufficiale di rilascio. Le informazioni disponibili arrivano da WABetaInfo, che ha individuato la funzione nelle build di sviluppo. Questo significa che il sistema è ancora in fase di test interno e non è accessibile nemmeno ai beta tester.

La tempistica, però, suggerisce che il rollout potrebbe avvenire prima su Android — Android — e successivamente su iOS — iOS. Guardando alla velocità con cui le piattaforme stanno integrando le passkey, appare difficile immaginare un’inversione di rotta. Piuttosto, questa funzione sembra destinata a diventare uno standard nei prossimi mesi.

La biometria è davvero il futuro della sicurezza su WhatsApp?

La risposta, oggi, è sempre più vicina al sì. L’autenticazione biometrica non è perfetta, ma offre un equilibrio molto più avanzato tra usabilità e protezione rispetto ai metodi tradizionali. WhatsApp, con questa mossa, non sta semplicemente introducendo una funzione in più: sta ridefinendo il concetto stesso di accesso sicuro.

Il dato più interessante è che questa evoluzione arriva in un momento in cui il valore delle conversazioni private è cresciuto enormemente. Chat di lavoro, documenti, dati bancari, fotografie personali: tutto passa da lì.

Proteggere quel flusso non è più opzionale. E se fino a ieri bastava un QR Code, domani potrebbe servire qualcosa di molto più personale: il tuo volto, la tua impronta, la tua identità.